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27 marzo 2009

NUOVI POST

NUOVI POST
(anche perchè scriverne di vecchi con questa assenza sarebbe stato difficile...)


Mentre si festeggia, vi lascio qualche commento scritto pochi giorni fa a chi mi ha chiesto un parere.
Forma e sostanza, teoria e prassi. Esattamente come diceva Marx.
Ma come ben sapete, io preferisco Mao.

...altrimenti che Stonato sarei, scusate?
A presto e grazie ancora per la pazienza. GB

( NB: QUANDO COMMENTERETE E NON VI APPARIRA' NULLA DI CIO' CHE AVETE SCRITTO, TRANQUILLI: NESSUN DIFETTO DI SISTEMA. PRIMA DOVRANNO ESSERE LETTI E APPROVATI DA ME. CHI PASSA SPESSO QUI -E CHE RINGRAZIO ANCORA- SA A COSA MI RIFERISCO.
GRAZIE PER LA PAZIENZA, ANCORA UNA VOLTA )


E’ Bossi “la nuova spina nel fianco”? La stessa espressione coniata per l’Udc Tabacci nella legislatura 2001/06, potrebbe essere usata anche per il Senatur. 

A Bossi sono arrivati i sondaggi: la Lega è scesa sotto il 10%, percentuale fissa fino a qualche tempo fa. Il Premier, con la scommessa Cappellacci in Sardegna stravinta su tutti i fronti (politico e mediatico),
ha tracciato un nuovo solco e la Lega non riesce più a dettare i temi come una volta. 

E allora perché non cercare una sponda nel Pd, che ha guadagnato un punto in queste ultime settimane, passando dal 22 al 23%? A Calderoli è bastato far passare qualche emendamento sul federalismo fiscale dei Democratici al Senato per tentare questa strada che ha due finalità: evitare il “sorpasso” dei dalemiani sul temi del Mezzogiorno e quello sul referendum per la riforma del federalismo che –ora come ora- vedrebbe
il Carroccio perdere. 

Perso Veltroni, Bossi si affranca dal Premier appoggiando le scelte economiche di Franceschini (che sanno di “populismo di sinistra alla Chavez” si lascia scappare qualche parlamentare del Pd in Transatlantico)
mentre Bersani dice che “l’idea è buona, ma deve essere agganciata alla lotta all’evasione fiscale”. Bersani che comunque pare non disdegni la Lega: “Il partito di Bossi ha sempre il progetto del federalismo in testa,
ma stando ben attento al territorio, ascoltando i sindaci”. 

Quindi, mentre il Pd cerca ancora di capire cosa è bene, alla vigilia del congresso fondativi del PdL, AN si prepara con le componenti
pro-Berlusconi (Gasparri e Landolfi) e quelle “finiane” (Meloni e Ronchi).
Alemanno impegnato nella amministrazione capitolina, pone il problema della rappresentatività, polemizzando con Bondi circa l’elezione per “acclamazione” del leader PdL. 

Per i detrattori la questione tattica per il partito della fiamma è il fatto che ancora non è stata rilasciata l’attesa carta di indentità dopo la svolta di Fiuggi, perciò si gioca ancora sulla personalità di Fini; e sui suoi numerosi strappi che affrancano l’eredità del MSI per una nuova destra di respiro europeo. 
(Appena respiro, ci scrivo qualcosa su, dato che la questione mi interessa)

Pd che rimane sempre confuso, PdL sicuro nonostante la crisi e la Lega che ha perso qualcosina, in attesa di capire bene le mosse di Casini
.





Quota 51%. Ecco a quanto punta il Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi. Già, ma come? 

Il Pd con Franceschini ha rosicchiato un punto e spiccioli, niente di preoccupante. Ma aver eliminato il Governo Ombra e aggredito la Tv (ci mancava solo che andasse a “Ballando con le stelle”) ha dato i suoi frutti. 

L’Italia dei Valori tenta un percorso tutto suo, fatto di populismo “descamisado”, contenuti aggressivi anche per lui in Tv e candidature accattivanti (vedi De Magistris).

La Lega punta senza troppa paura alla doppia cifra; altrimenti non si spiegherebbero i tanti interventi di Bossi in tutte le proposte di Berlusconi, che anche al “senatur” farebbero comodo (come il piano casa). 

E allora chi rimane in pista? Casini e l’Udc, “il cui elettorato è sempre stato di centrodestra –afferma sicuro il Cav.- ma il suo leader ha preferito essere primo in un piccolo villaggio che secondo in una grande città”.

Meno male che il buon Pier è cresciuto nella sagrestia della dossettiana Bologna, ha fatto suo il “birignao” del dialogo solidarista, ma senza cadere nel cattolicesimo tecnocratico di stampo prodiano. 

Peccato che molti ex Dc, ex Margherita e ora Pd cerchino l’aggancio con Casini; anzi, molti “travasi” stanno già avvenendo in periferia, pare proprio nella citata Bologna. Perché Bersani ha deciso di candidarsi alla guida del Pd e un richiamo all’ala sinistra del panorama politico sarà inevitabile.

E quindi? Come farà Berlusconi a convincere della bontà del progetto i suoi avversari di oggi, che si ritroverà come “vicini di casa” con Casini e poi, forse, alleati in un progetto di confederazione con lo scudocrociato come ha fatto intendere il Cav.?

A parte mettere Gianni Letta a tessere, il Presidente cosa potrà concedere, senza far infuriare Bossi e far pentire Fini? Il piano casa?
O la questione Rai?
Casini è interessato ad entrambe (il genero è il costruttore Caltagirone e a Viale Mazzini i suoi uomini hanno fatto perdere tempo più che potevano,
su tutte le nomine ancora in ballo).

Ma il dubbio di Pier è se tutti i movimenti di sottobosco possano tradursi in voti e se per riuscire ad avere qualche contropartita valga la pena ritornare sotto il cono d’ombra del Cav. Salvo che non riesca ad inventarsi all’ultimo minuto qualche idea che possa far davvero pensare a Berlusconi che ci vuole proprio lui per fare 51.


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permalink | inviato da lostonato il 27/3/2009 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

30 ottobre 2007

CHE COSA MANCA A FINI tratto da "l'Espresso" del 29-10-2007 di Piero Ignazi

Lo Stonato va di fretta questi giorni... abbiate pazienza...
...un altro post-link e a breve si riprende a scrivere...
un saluto a tutta la mia lista! GB

n.b. le notarelle in rosso sono le mie...




POTERE&POTERI
CHE COSA MANCA A FINI
di Piero Ignazi
Dopo 13 anni il leader di An deve ancora dare al suo partito la convinzione di essere 'normale'. Senza il bisogno di certificati di garanzia del Cavaliere 
Il presidente di An, Gianfranco Fini (Fini in attesa...)
 
Qualche saluto romano non manca mai alle radunate di Alleanza nazionale. Si sa, la nostalgia è un mal sottile, che scende lentamente nelle vene. E così, nelle sezioni di An, dentro un armadio o in un angolo buio non manca mai qualche busto del Duce, qualche libro di memorie del ventennio, qualche ricordo epico di gesta militari (dalla parte dell'onore, ovviamente).
(Quando Ignazi vuol colpire fa come Storace: va sul sicuro. Che sia la nuova "Casta" del futuro il "fare fronda"?)
 
(Un Irrevocabile "Bravo!" a Corrado Guzzanti nella riuscitissima parte del Ventennio)

Però, chi si fermasse a questi aspetti coglierebbe solo il lato folkloristico (folkloristico...)di Alleanza nazionale, buono, anzi ottimo, per qualche foto e qualche titolo ad effetto, e ne ricaverebbe un'immagine deformata.(Presumo folkloristica...)
Certo, la leadership di Alleanza nazionale ha fatto ben poco nei primi anni di vita del 'nuovo' partito per educare il proprio popolo alla fuoriuscita dalla nostalgia. (E ci può stare...)
 (Nostalgia canaglia...)

Si è accontentata di sopire laddove scappavano dal senno iniziative e affermazioni troppo tinte di nero, e solo quando il clamore usciva dagli ambiti locali è intervenuta con pugno di ferro comminando espulsioni e commissariamenti. (Anche queste negli angoli bui...?)Comunque, a 13 anni dal lancio del marchio AN, ("il marchio...?" Folklore o Marketing? Ignazi, suvvia...)il punto dolente non è quello del taglio delle radici. 
(Nostalgia canaglia...?)


La dirigenza nazionale lo ha metabolizzato da tempo e non c'è mai stato nessuno, a quel livello, che abbia innalzato lo stendardo della fedeltà all'Idea. (Maiuscolo. Ignazi può...) Nemmeno Francesco Storace, nonostante la sua recente deriva, poteva essere arruolato in quella schiera. Al vertice, tutti erano convinti che il futuro si chiamasse Alleanza nazionale. E che Fini fosse il suo profeta. 
 (Anche Storace può...)

Persino nei momenti più acuti del solipsismo finiano, quando il leader imponeva agli esterrefatti compagni di ventura il diritto di voto agli immigrati o il sì al referendum sulla fecondazione artificiale, passando per il 'fascismo male assoluto', non c'era anima viva che pensasse seriamente di poter fare a meno di lui. 
 (Tremaglia difese Fini dopo il referendum)

An
non è risucchiata dal passato che, benché lentamente, inesorabilmente passa. Piuttosto,
è spaventata dal futuro. (Ottimo Ignazi. Qua...)
Fin qui ha rappresentato la forza moderatrice del populismo demagogico forzaleghista. La voce pacata a fianco degli sbraitamenti della coppia Berlusconi-Bossi.
L'incarnazione di un minimo senso dello Stato rispetto all'arrembaggio e alla dilapidazione delle risorse pubbliche ad uso delle clientele siculo-padane. 
 

L'idea di una politica fatta con passione.
Non per nulla i giovani di An si sentono superiori sul piano politico, culturale ed etico ai loro coetanei di Forza Italia e Lega, (E direi: grande Giorgia Meloni!)come dimostrato da una ponderosa e accurata ricerca condotta da Stéphanie Dechezelles dell'Università di Bordeaux sui giovani del centro-destra. (Da ripescare quanto prima e spero di farsi sapere presto...)
 
(La bellissima e bravissima Giorgia Meloni. Ho un debole per Lei... e allora?)

Ma se Alleanza Nazionale si limita a giocare di sponda con gli alleati rischia di fare la parte dell'eterna giovane promessa che non sboccia mai. (...e allora perchè parlare dei giovani di AN come "superiori"? Se se ne parla si avrà un minimo di speranza nella sbocciatura. Se son rose...)È vero che, al di là di ogni idiosincrasia o imbarazzo (indimenticabile quello di Fini a fianco di Berlusconi nella tumultuosa presentazione del semestre italiano di presidenza Ue al Parlamento di Strasburgo), il legame di ferro con il Cavaliere non si è mai intaccato. 
 (L'imbarazzo...)

Ora, però, il partito è di fronte a un bivio. O spera che il leader di Forza Italia dopo eventuali, vittoriose elezioni si faccia magnanimamente da parte per incoronarlo (auguri.).(Auguri anche da parte mia...) Oppure conquista con la forza della politica il primato del centro-destra. (La seconda che ha detto... forse era la strada maestra, ma indubbiamente la più tortuosa) Dalla fine della scorsa legislatura in poi, Fini ha imboccato la prima strada.


Corollario di quella scelta era la nascita del partito unico del centro-destra: in sostanza, Forza Italia, con il suo fondatore ritirato in villa, spalancava le porte alle truppe finiane e si faceva tranquillamente egemonizzare. Negli ultimi due mesi, lo sponsorship frenetico del Cavaliere a un personaggio da rotocalco con la chioma rossa e le troupes al seguito ha incrinato quella prospettiva.
(Grande Ignazi! "Rotocalco" è grandioso!)
 (Ed eccola qua...)

La recente manifestazione di Roma sulla sicurezza e il fisco
, organizzata in solitaria da An, annuncia un cambiamento di strategia.
Del resto, se vuole conquistare la leadership del centro-destra Alleanza nazionale deve contare sulle proprie forze. L'esibizione muscolare (Muscolare...? Programmatica, no...?)della scorsa settimana segna un primo punto.


A questo atout il partito affianca un elettorato socialmente più centrale e moderno rispetto a quello degli altri partner del centro-destra: mentre Forza Italia sbanca tra le casalinghe (soprattutto anziane e con bassa istruzione) e nei pensionati, ed è abbandonato dagli studenti e dal ceto medio dipendente (- 6,9 e - 6,7 punti percentuali rispetto alla media dei suoi elettori), An attira non solo studenti (+ 3,9) ma anche operai (+ 1,8), ed è premiato dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti quasi quanto Forza Italia (+ 3,8 contro + 4,5). 
(Chissà se Ignazi trova muscolari anche questi numeri...)


   (Il dubbio...)
Cosa manca allora ad An? La convinzione di essere un partito 'normale' e di non avere più bisogno del certificato di garanzia del Cavaliere. E di agire di conseguenza.
 (Il Cav. indica la conseguenza...)

(29 ottobre 2007)   Piero Ignazi

(Probabilmente si è trovata la "quadra" grazie a l'ultima manifestazione: tra "l'incoronazione" e "una prova di forza", provare a partire dalla seconda su temi concreti, in modo che Berlusconi non possa che passare la mano a Fini. E tanti saluti alla Brambilla.)

4 ottobre 2007

GRANNE WARTERE!!! (com'è il mio romanesco?)

GRANNE WARTERE!!!
(com'è il mio romanesco?)





Veronica Lario nel Partito Democratico? Mah… prima di questo, bisognerebbe farle firmare una dichiarazione di fedeltà alla linea. E quanto a fedeltà sappiamo bene quanto e come sia esigente la sig.ra Berlusconi. E famiglia.

Il campo del centrosinistra è in perenne movimento, ma non potevo certo pensare che, mentre a sinistra di Paperino, ci si interroghi ancora sulla valenza del termine “classe operaia”, dall’ altra parte, tra un concerto di jazz e un convegno sulla (perenne) crisi del cinema italiano, il mitico Walter facesse lui una colossale operazione di campagna acquisti.

Altro che qualche senatore da trasferire sul campo avversario; altro che la promessa di in collegio sicuro per le prossime, imminenti, sicure elezioni anticipate; ancora a quando non si sa…

Altro che Ronaldinho: Veronica Lario in Berlusconi, la donna dalla lettera scarlatta pubblicata su Repubblica, per il quale l’allora direttore de “Il Giornale”, Maurizio Belpietro vietò a tutti i suoi giornalisti di parlarne nelle TV. La donna che aveva fatto sussultare d’orgoglio ex femministe, ex sessantottine, ex lottatrici continue, ex cattolichine diventate radical-chic perché se ne hanno sposato uno o perché hanno accettato i sanbabilini.

I suoi occhioni azzurri che ricordavano al marito impenitente e galletto con tornite e appariscenti ventenni tutte curve e cosce all’aria, che i bei tempi erano oramai andati. E Lui, “giocoso ma anche orgoglioso” come amò definirsi nella sua missiva di risposta (sempre a Repubblica se non ricordo male…) prometteva solennemente di fare il bravo ragazzo: solo due giri di scala quaranta due volte alla settimana con Bonaiuti e Biondi e alle nove e mezzo, a casa.

Granne Wartere! Porta con Te la donna che amano le donne! La donna che amano anche gli uomini, ma solo dopo la pubblicità! Raccogli il Suo spirito indomito di chi è andata a votare 4 SI al referendum sulla fecondazione assistita, mentre il marito se ne stava inciabbattato (o impantofolato…?) a casa “per non dividere il Paese”.

Granne Wartere! Faccè sognà! Regalaci una serata in qualche romantica terrazza del Pincio, mentre parlate tu e Lei di globalizzazione e risorse naturali sulla via del consumo! Daje Wartere! Fai in modo che Lui pianga notti e notti dal dolore e dalla gelosia. Che commosso passeggi sul lungoTevere, che entri in un baretto del centro storico e chieda ad un immaginario oste di nome

Cesare (…anzi, Cesare no.) …un immaginario oste di nome Remolo (!!!) “ ‘a Rè… ‘n quartino de roscio… …’a Rè… m’ha mollato pè quello…”

Dajè Warterì! Faccè sognà!

Dopodichè dacci il parere della Bindi e della Binetti.

Denghiu.


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permalink | inviato da lostonato il 4/10/2007 alle 12:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

21 agosto 2007

Non mi fido più, Pres.Berlusconi...

Non mi fido più, Pres.Berlusconi...

Mi scusi Pres.Berlusconi...
ma neanche si spaventi. Non ho la minima intenzione di passare al centrosinistra. Ma quello che succede, davvero, non mi va.

Non ho mai votato per Lei o per il suo partito. Ho sempre dato la mia preferenza ad Alleanza Nazionale e anche all' UdC. Non ho mai seguito i panini dei TG o i pastoni dei giornali per sentirmi agglomerato in un "asse" piuttosto che in un altro all' interno della coalizione.

E quando ho iniziato a votare erano le politiche del 1996.
E' giusto che sappia subito che non ho mai urlato contro di Lei perchè non è nel mio stile, nè ho mai esultato per Lei perchè non è nel mio stile. Ho sempre guardato con sospetto chi sperava di vederLa nella polvere giudiziaria e di chi vuole che Lei sparisca dalla scena politica italiana.

Certo Lei e le sue TV hanno influito sulla mia generazione, ma per quanto mi rigurda, se posso permettermi, non mi hanno influenzato; anche senza tangentopoli avrei probabilmente votato a destra.
Quindi non avrei dovuto aspettare tanto per capire la differenza tra una economia fortemente statalista da una liberale di mercato e da una sociale di mercato.

Non avrei dovuto aspettare tanto per capire che certi Valori, nè di destra nè di sinistra, devono comunque trovare un tipo di aggancio politico che oggi ritrovo nella coalizione di centrodestra. Non avrei dovuto aspettare molto per -pur nel rispetto delle idee e delle persone- sapere che non avrei votato centrosinistra o sinistra perchè non mi ritrovavo nel loro piano di idee, e non perchè mi avrebbero mangiato o invaso il tinello con i carri armati.

Non La voglio tediare con questo ripasso, ma semplicemente avvertirLa che non intendo seguirLa in un partito dove la dott.ssa Brambilla abbia un ruolo di primo piano all' interno del futuro partito unitario, che voglio sì, ma non così.
Quale è il problema, sig.Presidente, se Forza Italia si sta "partitizzando" un pò? Perchè no? Alle elezioni poitiche ultime scorse c'era chi si chiedeva se davvero era ancora un "partito di plastica"; non La volgio offendere, nè spernacchiarLa (anche se qualche tirata di orecchie ogni tanto glieLa darei...) perchè ritengo Casini o Fini più o meno adatti a qualcos'altro che veda o non veda Lei in posizione subalterna o diversa.

Caro Sig.Presidente, qua si tratta di capire:
1) quale tipo di composizione sociale ha il partito del centrodestra
2) quale tipo di conformazione dirigenziale assumerà il partito del centrodestra
3) quale tipo di funzione avrà il partito del centrodestra:
e qua , se mi permette Sig.Presidente, ci giochiamo non tutto, ma quasi:

Sarà il partito a proporre e dare un'idea di società, o sarà la società e le sue scelte che farà cambiare il parito?
Cioè, quindi: avrà ancora una funzione storica? avrà ancora una funzione economica? avrà ancora una funzione valoriale?
Tutto questo senza stare a ricordare cosa han scritto i giornali in questi giorni... non mi interessa.

Carissimo Sig.Presidente Berlusconi, in questo Blog ho scritto spesso e ne parlo spesso con amici e sodali di come lo vorrei e lo vorremo questo centrodestra.
Certo, ognuno con le sue idee e le sue posizioni, e ci mancherebbe altro:

Ma il Centralismo, no. Per favore No, Sig.Presidente: ho scelto apposto il centrodestra per non morire ( parole del titolo di un libro di Baget-Bozzo ) Catto-Comunista.O, per l'appunto, non mi devo più fidare?

Suvvia... è sempre Lei che da le carte nel centrodestra...

Attendendo una cortese quanto immaginifica risposta, La ringrazio per il tempo accordatomi e Le porgo i miei più cordiali saluti.

In fede, Lo Stonato


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permalink | inviato da lostonato il 21/8/2007 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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