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2 marzo 2009

"LIQUIDA" INTERVISTA "LO STONATO"

"LIQUIDA" INTERVISTA "LO STONATO"


Liquida Magazine: news, articoli e approfondimenti sulla e dalla Blogosfera


( NB: QUANDO COMMENTERETE E NON VI APPARIRA' NULLA DI CIO' CHE AVETE SCRITTO, TRANQUILLI: NESSUN DIFETTO DI SISTEMA. PRIMA DOVRANNO ESSERE LETTI E APPROVATI DA ME. CHI PASSA SPESSO QUI -E CHE RINGRAZIO ANCORA- SA A COSA MI RIFERISCO.
GRAZIE PER LA PAZIENZA, ANCORA UNA VOLTA )



Ebbene sì, capita anche questo. E magari a qualche visitatore che mi è poco gradito e per il quale ho preso questo provvedimento, la cosa darà fastidio. Come immagino ci sia stato qualcos'altro che gli abbia dato fastidio. Pazienza, la vita va avanti.

Fatto sta che QUA c'è la mia intervista su "Liquida". Strana e bella soddisfazione dopo avervi ripetuto della mia assenza e di passare a farvi visita quanto prima. Ma due post in poco tempo sono già l'inizio di qualcosa.

Oddio, non è necessario che salga ogni volta "alla ribalta" per farmi vivo, ma è uno stimolo in più insieme alle 50.000 e passa presenze del blog, nonostante gli impegni, nonostante lo studio, nonostante la laurea (a novembre, lo so bene, ma il ricordo è ancora splendido, fresco).

Ed è ancora una volta che vi dico grazie per la pazienza, i passaggi, i commenti e l'ispirazione. Non sono d'accordo con Riotta che ad un seminario meneghino sull'informazione disse che "i 6 miliardi di blog ridurranno a leggerci da noi solo le nostre "notizie" che noi ci scriviamo".

Ci sono notizie e notizie, lettori e lettori. Blog e blog. Qua ho sempre trovato il meglio. E l'intenzione è di ritornarci, come prima. Possibilmente senza farmici mandare...
Un abbraccio e a presto, LO STONATO

(ps: grazie a Letizia, come sempre, per tutto!)


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permalink | inviato da lostonato il 2/3/2009 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

18 gennaio 2008

Editoriale e intervista. A Mina Welby.

Editoriale e intervista. A Mina Welby.
Ovviamente, aspetto i vostri commenti. Lunghetto, lo so.
Ma per il weekend, va bene.
A presto, Lo Stonato.

http://www.capitoloprimo.it/



 piergiorgio-welby.jpgI babilonesi, grandi studiosi degli astri, dicevano che il 21 dicembre, solstizio d’inverno, il Sole moriva. E qualche giorno dopo, il 25, giorno di Natale che deriva dal latino “natus”, esso rinasceva a nuova vita. PierGiorgio Welby ha sorpreso tutti ed è riuscito a fare tutto nello stesso momento.

Un anno fa  Piero moriva. Scegliendo il suo solstizio. E nello stesso giorno, rinasceva nel vissuto della gente, nelle prove quotidiane che la vita richiede.
Oppure offre, a seconda della presenza della fede. Ma più che altro in lui, si riscontrò la fiducia; qualcosa di più tangibile ed esperibile nell’amore dei suoi cari, la
moglie Mina, la sorella, la madre, i familiari tutti.
Tutto quel complesso affettivo, declinato in gesti ripetitivi e continui che i suoi cari facevano per aiutarlo nel restare ancora qua, in questa terra con la sua malattia che da 40 anni è stata una eterna condanna.

E poi la presenza dei suoi compagni di partito. Sì, perché Piero Welby era un militante politico, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, parte fondamentale di quella felice, colorata e vulcanica “galassia” dei Radicali Italiani e del suo leader storico, Marco Pannella.
“Prima di dire di qualcuno che è felice, bisogna aspettarne l’ ultimo giorno”. Così, Ovidio. Così, più o meno, anche Piero Welby.

Aspettò, Piero. La notte, quella notte lì, quei tre giorni prima del Natale, della nascita del Cristo, Piero volle aspettarli. Con accanto la sua amata Mina, il medico Mario Riccio e i compagni Cappato, Bernardini e Pannella. Nessuno nella vesti di Caronte, giammai. Ma le persone care che lui voleva attorno a sé per dare la mano negli ultimi istanti, con Bob Dyaln come sottofondo musicale, a contornare di poesia quegli attimi tragicamente sereni.

Coraggio. A tante persone viene in mente questo, pensando alla scelta di Piero Welby. Coraggio della scelta. Individuale, personale, libera. Liberatoria. Perché la distrofia muscolare in forma progressiva che dall’età di 16 anni lo affliggeva non lascia pietà alcuna. Come quella che Welby cercava in un atto politico, presente quindi nella società italiana, in quel vissuto della società italiana che ha visto un uomo che chiedeva di smettere di soffrire.

Un uomo che tendeva la mano in un gesto di amore, per chi amore gli aveva dato in tutta la vita e che lo richiedeva indietro nel dolce sorriso dello spegnersi sereno. Piero era tragicamente sereno, quasi pedissequamente burocratico nella richiesta di rivolere indietro il suo corpo, nel porsi, lui stesso, come un “atto politico vivente pronto e conscio alla morte”, davanti alla politica, alla società, alle autorità religiose.

Davanti a sè stesso, prima di tutto, perchè da uomo di profonda umanità e cultura, sapeva che anche nell'Appuntamento Finale, bisogna essere pronti. L'aveva promesso a sè stesso e non voleva tornare indietro. L'aveva promesso, come quando sotto l'albero di Natale si mettono i buoni propositi per l'anno nuovo.

E allora Buon Natale Mina.
Buon Natale, PierGiorgio.


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PierGiorgio Welby, nato a Roma il 26 dicembre del 1945 si è spento nella capitale il 20 dicembre di un anno fa. Ma forse oggi si può festeggiare un altro compleanno: quello del Calibano.
  welbypiergiorgio.jpg

Il blog che Piero teneva e con il quale comunicava con il mondo. Quello strumento che anche dopo la morte tanto attesa da Welby “doveva andare avanti!”. Così Mina, la moglie, che raccolse nell’occhiolino che le fece Piero, la risposta alla sua domanda di prosecuzione dell’opera del “Capitano”. 

Fino al momento della scelta, preceduta dalla sua battaglia politica e dei Radicali Italiani, dell’ Associazione Luca Coscioni e di tutte le persone che lo hanno amato, continuano a farlo e nel suo ricordo si spendono personalmente in iniziative di coltivazione della memoria umana, personale e politica di Piero.

Abbiamo avuto occasione di poter intervistare la Sig.ra Mina Welby, la moglie di PierGiorgio a un anno dalla sua morte.




Il giorno dei funerali laici di Piero, perchè il suo "no" alla presenza dei politici sull' “altare laico” in Piazza San Giovanni Bosco?

Nel momento solenne dell’addio a un uomo che ha dato se stesso non si volevano suscitare polemiche e contrapposizioni. Erano presenti dei politici che lo stimano.


A che punto è l'impegno della ricerca medica nella patologia di Piero?

Di distrofie ci sono vari tipi. Ciascuna di queste patologie ha altre patogenesi e in molte ancora si studiano le cause e il loro sviluppo. Non ci sono comunque in studio delle dirette terapie sull'uomo, perchè ancora in fase di ricerca basilare. Per informazioni più precise è bene vedere http://www.uildm.org/archivio.htm


A che punto è in Italia l'uso delle terapie del dolore?

Siamo uno degli ultimi paesi d'Europa nell'uso degli antidolorifici specialmente nel sud e sulle isole. A metà di dicembre è stato approvato al Senato il ddl 1249 per la semplificazione della prescrizione dei farmaci per la terapia del dolore attraverso il normale ricettario. Spero che non duri mesi per metterla in atto!


Mi da la sua definizione di "coraggio"?

Conosco il coraggio civile; dove non badi a sacrifici né a difficoltà, né di essere sottoposto a critiche. Quando capita di dover intervenire per salvare qualcuno e ti devi mettere in pericolo, spesso è una reazione istintiva non meno meritevole.


E la sua definizione di "scelta"?

Esaminare, conoscere, valutare, soppesare, scegliere.


Che Natale sarà questo? Buono, comunque? Come si augurò Pannella il giorno dei funerali laici di Piero?

Un Natale con molta nostalgia in più. Piero appartiene a quella schiera di persone di cui serbo ricordi incisivi per la mia vita: i miei genitori, insegnanti, educatori, amici, miei alunni, ora Piero che ha portato via con sé un mondo. Memore della sua eredità che mi ha lasciato sto riuscendo a riempire il vuoto. Pannella non credo si immaginasse qualcosa. Non gliel’ho mai chiesto. 


Lei è cattolica credente: come vive oggi la sua fede?

La mia fede si è solamente rafforzata nonostante i dubbi che da sempre mi assillano. Ho fatto un ulteriore salto nel buio.


Ma se il Vaticano non ci fosse, i partiti politici italiani affronterebbero il problema dell'eutanasia?

In poche parole è difficile spiegarmi. Penso che il modo di pensare dei politici è uno spaccato di quello di tutti gli italiani e viene da lontano, ha radici nella storia dell’Italia. L’Italia non ha vissuto una rivoluzione come la Francia. Ci sono sempre stati compromessi con la Chiesa che si riflettono anche nella Costituzione. Un grande impedimento è l'art. 7 della Costituzione che indica nello Stato Italiano uno Stato Cattolico. Cambiare mentalità sarà difficile se non si cambia la Costituzione.


E di questo a Piero, uomo di grande cultura, umanità, profondità, cosa dava più dispiacere?

L’ipocrisia e l’arroganza.

A parte tutta la "galassia" Radicale, chi segue le sue attività?

Non mi vorrei sbagliare, ma mi sembra che molte persone di buona volontà hanno preso coraggio di affrontare a viso aperto i temi difficili e delicati e organizzano tavole rotonde, convegni, dibattiti. Ci sono politici che con coraggio affrontano con proposte di legge in Parlamento, per citarne uno, forse il più osteggiato: il Senatore Prof. Ignazio Marino.


Il corpo, la malattia, il dolore: questa esperienza ha avuto una sua liturgia o si affrontava sempre in maniera diversa?

Sulla vita di Piergiorgio la malattia inizialmente ha avuto un impatto fortissimo e lo ha condizionato in pieno come la sua famiglia. Io ho percepito la sua ricerca di uscire da questo circolo e insieme a lui. Non sentendomi condizionata dagli eventi di peggioramento, abbiamo vissuto e lavorato come meglio potevamo senza mai scoraggiarci ma anzi trovando nuovi modi per continuare. Alla fine fu Piergiorgio a rassegnarsi agli eventi e accettare la propria fine. Per me fu una dura lotta contro me stessa. Il suo comportamento dignitoso mi rendeva difficile capire che era “tutto finito”, come diceva lui.


Le ultime righe sono per lei: un ricordo, un appello, una speranza, una preghiera: ciò che vuole Lei...

Ho seguito Piergiorgio sulla sua “zattera”, non sono rimasta a guardare e tutt’ora sono in navigazione insieme al drappello di amici ( non solo radicali) che è unito e più serrato che mai. Il suo computer per me è un diario di bordo con le sue direttive personali come orientarmi a continuare il viaggio.  Per lui ero il soldatino. Voleva che fossi forte, come d’altronde mi aveva conosciuto, con un carattere da montanara e asburgica, come diceva lui. Non mi sono data alla macchia, ma cerco di dar voce al suo messaggio. Lo so che per molti è pietra di scandalo da scartare. Non importa. Cerco in modo particolare di intrattenere con tutte le parti un discorso non ideologico. Nel contatto con i giovani nella mia vita ho imparato che ascoltare l’altro è più importante che esprimere grandi idee. È la base per un dialogo fecondo. Non demordo. Ormai il suo messaggio si è fatto strada attraverso i media. Si discute liberamente di scelte di fine vita e non si ha paura di pronunciare parole come eutanasia. La sentenza del giudice sul Dott. Mario Riccio e altrettanto la sentenza della Cassazione per Eluana Englaro danno vigore alle parole di Piero. Il rifiuto di un altro ricovero per ulteriori trattamenti sanitari di Papa Giovanni Paolo II difendono il diritto del malato di decidere per se stesso e giudicare quando ulteriori interventi sulla propria persona sono inutili perché protraggono soltanto la sofferenza. Capisco le difficoltà giuridiche, ma non insormontabili, che sono in ballo nel definire una buona legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Si dubita del consenso informato. Non esiste persona che non possa essere informata del suo stato di malattia. Per la maggior parte delle volte è il malato stesso che sospetta la gravità delle sue condizioni e si rassegna all’ineluttabile.

Come per Piero così per me i Radicali e l’Associazione Luca Coscioni fanno da megafono per continuare la battaglia per il diritto dei cittadini a decidere sulle proprie scelte sui trattamenti sanitari. Insieme a tutto ciò si comincia a delineare sempre più chiara e come un gigante la sua personalità. E quando viaggio nelle fine settimana dal nord al sud per l’Italia spesso sento come se lui volesse farmi godere le bellezze del nostro paese in compenso che lui mi “aveva rovinato la vita”. L’artista e fotografo, il cacciatore, ormai pentito, mi aveva insegnato a vedere i colori e interpretare le voci della natura in tutte le loro sfumature. Studio e approfondisco il mio sapere sui suoi libri. Rimarrò sempre la sua “papera” perché non ho più chi mi leviga i miei scritti e mi insegna a migliorare. Ma non importa, con lui in questo mondo ho già perso tutto, e non ho più nulla da perdere (questo non è un modo di espressione di depressione ma l’evidenza della realtà. A una certa età e dopo le esperienze forti che ho vissuto non si ha più paura di perdere qualcosa. Semplicemente si dà tutto).




permalink | inviato da lostonato il 18/1/2008 alle 23:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa

17 settembre 2007

La Casta in Italia: intervista a Gian Antonio Stella

La Casta in Italia:
intervista a Gian Antonio Stella

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Chi non sa oggi cos’è “La casta”? Chi non può non rabbrividire al leggere le circa 300 pagine che GianAntonio Stella e Sergio Rizzo, giornalisti del “Corriere della Sera”, che con il loro corrosivo libro, hanno detto che il Re era nudo? Un formidabile e documentatissimo volume, arricchito da tabelle e dati, che sguazza negli sprechi e nei privilegi delle istituzioni parlamentari e locali. Dai pozzi senza fondo della Sanità privata, alle comunità montane a poca distanza dal mare, non si guarda in faccia a nessuno. Anche perché, con questi –ahimè- chiari di luna per la politica e per i partiti, la faccia o è stata persa e malamente, oppure può essere scambiata per altro.
Abbiamo chiesto a GianAntonio Stella, co-autore del libro “La Casta” edito da Rizzoli, se è veramente così.


Dott.Stella, se la sentirebbe di fare un parallelo tra il suo libro “La Casta” e l’antipolitica alla Beppe Grillo?

Beppe Grillo è un mio amico e che Dio lo benedica. Porta l’insofferenza comune a tutti noi in questo periodo. Ma sul “V-Day” dico no: non sono d’accordo perché non tutti sono uguali. Come sul problema dell’evasione fiscale: prima pago. Poi mi lamento.

Insomma, i partiti servono ancora…

Certo. Io non sono per la distruzione dei partiti, architravi fondamentali del nostro Paese. Solo nelle dittature non ci sono i partiti o ci sono quelli unici come a Cuba. Se Grillo ha una soluzione diversa, aspetto…

C’è qualche motivo per cui “La Casta” è uscito con il centrosinistra al Governo?

Assolutamente no. Questa esplosione recente si è avuta con un generale concorso di colpe e gli ultimi colpi sono arrivati col governo Berlusconi.

Quante accuse di ipocrisia, da appartenente alla “casta” dei giornalisti, ha ricevuto dai politici?

Guardi che io sono per l’abolizione dell’ ordine dei giornalisti.
Io voglio rinunciare a questo privilegio. I politici vogliono rinunciare ai loro? Sono loro che hanno il potere di far le leggi, non i giornalisti.

Quali e quante altre caste ci sono in Italia?

La “casta” è una sola ed è quella dei politici. Poi ci sono le corporazioni: notai, architetti, farmacisti, benzinai, avvocati…
Il problema, purtroppo, è il “benaltrismo”: si sposta sempre il mirino del vero obiettivo che invece bisogna cogliere; perché i problemi sono sempre “ben altri…”. No. La politica è più “casta” di tutti gli altri, perché è la politica che, attraverso le leggi, decide per tutti noi.

Le riforme istituzionali di cui tanto si parla, possono bloccare il fenomeno “Casta”?

Riforme istituzionali che poi portano all’ abbassamento degli stipendi dei parlamentari? Mi pare poco utile. E’ meglio abolire province e comunità montane o accorpare comuni. Ma soprattutto i bilanci devono essere uguali per tutti: l’autonomia è da rispettare in ogni comunità. Ma tutte, dico tutte, le spese -dai quotidiani alle auto blu- devono essere obbligatoriamente portate a bilancio con le stesse modalità, uguali per tutti, al di là di ogni autonomia.


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permalink | inviato da lostonato il 17/9/2007 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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