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6 dicembre 2008

IL BACIO

Qualcuno soffia sul fuoco della (non già merivigliosa) economia italiana. Occhio: poi con la brace ci si sporca le mani e si capisce chi soffiava.

Berlusconi è invidioso del Partito Democratico, la più bella fiction degli ultimi anni. E lui non è riuscito a produrla.

Vorrei produrre una serie televisiva sullo stato della magistratura in Italia. Con Monica Bellucci nel ruolo di un sexy procuratore capo della repubblica di Milano.



"Il bacio" è un dipinto ad olio su tela di cm 180 x 180 realizzato nel 1907-08 dal pittore austriaco Gustav Klimt.

Quest'opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo.

L'uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul 'prato' tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente.

Malgrado questo, è possibile notare la posizione di sottomissione della donna, dovuta in effetti al fatto che sia in ginocchio. Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati.

La faccia della donna è racchiusa fra le mani del maschio, il quale ha il braccio della femmina sul collo. Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare.

La coppia è contornata da un ovale, probabilmente un simbolo fallico. Nella parte di oro che ricopre l'uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero simboleggianti l'organo sessuale maschile, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo, simbolo dell'organo sessuale femminile.

L'opera è esposta al Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.


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permalink | inviato da lostonato il 6/12/2008 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

2 dicembre 2008

DUNQUE DUNQUE DUNQUE...

DUNQUE DUNQUE DUNQUE...

La campagna elettorale del 2006 era stata vissuta con la paura della mancanza del latte per i bambini a fine mese e lo spettro della spietata quarta settimana. Vince di uno zinzinello l'Unione prodiana che non riesce ad afferrare una ripresa economica che -ahinoi- è stata una voce d'addio, il canto del cigno dell'odierno capitalismo, come l'abbiamo vissuto fino ad oggi.

Crollo della maggioranza, elezioni del 2008, vittoria al centrodestra. La questione economica, fatta salva la sfiga che si porta dietro Tremonti (gli avversari farebbero bene a pensare anche a qualcos'altro, oltre che a lui e al presidente del consiglio; tipo: che politica facciamo noi, oltre ad opporci alla loro?) a tracolla di questo periodo che (quasi) nessuno si aspettava così.

Sempre due anni fa Romano Prodi è arrivato con Fabio Cannavaro e la Coppa del Mondo. Il calcio italiano usciva da uno scandalo gigantesco, in cui i soldi erano la ragione sociale della disfatta di uno dei simboli dell'Italia. Ultras e vecchi tifosi vedevano il Male nel mercimonio della passione pallonara, spezzettata e gonfiata dalle laute rendite della pay-tv.


Dunque: a colazione il calcio (insieme alla sanità) è il modo (e il mondo) migliore per fare soldi anche con la politica. Poi becchi un baro: tutti diventano "ladri" e la colpa è del soldo e della avidità che sviluppa.

A pranzo: "...bisognava stare accanto alle classi disagiate e precarie, facendo "piangere" anche i ricchi." La parabola (satellitare) è (quasi) come quella del vangelo: volendo prima e potendo poi, ce la si può permettere.

A cena: la tassa su Sky: si dice di raddoppiare l'Iva che passerà del 10% al 20%. Stessa percentuale del prezzo del latte di inizio post; credo anche di quello in polvere che si vende in farmacia.

Cosa non torna?
  


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permalink | inviato da lostonato il 2/12/2008 alle 1:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

27 novembre 2008

Facebook, Soru e tanto tempo libero... sperando non sia sempre così

Anch'io sto FaceBook, un pò come tutti. E anche un pò no. Se vi iscrivete mi trovate, Giambattista Salis e sempre col faccione di Paperino. Non c'è da sbagliarsi. C'è anche qualche mia foto, ma attendo il momento giusto anche per metterle qua.

Sono ritornato da un pò nel Cannocchiale e ho bisogno di una vostra mano per rinfrescarlo un pò: mettere un titolo bello vistoso, allineare i link, imparare a postare i video, aggiungere le foto e qualche altro ritocco qua e là. Attendo suggerimenti. Ora il tempo libero è tanto. Spero non sia sempre così.

Ci sarebbe da parlare di Soru, ma per ora è bene tirare il fiato. Come del resto anche per la Gelmini, Obama e il PdL al governo. Tanta carne al fuoco, un pò da mal di testa. Spero non sia sempre così.

Intanto,
qualcuno crede che si debba pensare ed agire in questa maniera. No, evidentemente non hanno ancora capito. Spero non sia sempre così. Per loro, ovviamente.

Pezzo consigliato:
Billy Joel - We Didn't Start The Fire
( che non so postare come video, quindi, datemi una mano, se potete e sapete )

27 maggio 2008

Caldo, cattivi pensieri, cono e ghiacciolo.

Caldo, cattivi pensieri, cono e ghiacciolo.


Come mi capita da qualche post a questa parte, Vi chiedo scusa per non rispondere a tutti i vostri commenti e tra stasera e domani passerò a salutarVi.
Sono stati giorni di cattivi pensieri. Intanto qua il caldo sale e ho sempre più voglia di gelato. Il problema sta nello scegliere tra il cono e il ghiacciolo.

Al Pigneto, zona del Casilino della Capitale, un gruppo di balordi neonazisti, offuscati da qualche pagina di internet scritta male e letta peggio, (quindi sanno leggere, dobbiamo farcene una ragione) ha pensato di fare becero uso della forza beduina per pigliarsela contro un negozio e i proprietari del medesimo.
Causa scatenante: vendicare un torto subito per un -pare, così dicono le cronache- furto commesso ai danni di un abitante della zona. Aggravante: il colore della pelle e la parlata. La cosa, così, mi puzza. E tanto.
Croci uncinate, urla da facinorosi, contusioni e vetri rotti. Roba da carroattrezzi e tanto lavoro per Gianni Alemanno, che deve prendere provvedimenti seri e radicali contro atti del genere. Attenzione, cara redazione dell'Unità: ora che sono arrivati i freschi soldi di Soru, bisogna anche sapere dare tono agli aggettivi usati per episodi del genere. Attenzione, cara Destra: ora che sei al Governo di qua e di là, devi stare accorta a spiegare che bisogna essere italiani, europei, occidentali, popolari, nazionali, sanamente liberali e dare le spalle al '900. Non ti abbiamo votato per niente. Roba del genere è vedibile solo nei "Soprano", in quel contesto da maccaroni gonfi di ragù rappreso, dove tradizioni che sanno solo di immobilismo, decontestualizzato da tutto e tutti, fanno a gara a pigliarsela contro il Globalismo imperante di una società senza memoria, che -peggio ancora-, manda alle future generazioni le ancestralità dove il dialogo è la parte meno preponderante.
Pensiero moderato/conservatore in quota cono stracciatella e limone.

Un padre a Palermo ha cercato di ammazzare il figlio perchè ha dichiarato la propria omosessualità. "...e tu pensi "Ricchione", come canta Daniele Silvestri. Il tale, pregiudicato e ignorante, si è imbattuto in qualcosa più grande della sua vita, di sicuro goffamente vista nel caleidoscopio della TV che ci propone ampie libertà per i comportamenti e nessuna regola di condotta, filtrata attraverso il sano giudizio e qualche pregiudizio che ci fa tenere ancora i piedi incollati a terra, da buoni anarchici tricolore quali siamo.
"E se capitasse a me, a casa mia? Vaffanculo..." è la cosa meno ignobile che sapremo dire.
Camicie aperte e petti oliati, toraci scolpiti e spalle robuste, capelli curati e sguardo studiato. Occhi che non sono più lo specchio dell'anima e cuori che non pulsano perchè non sappiamo riconoscere il sangue dall'acqua.
Pancini torniti e piatti che ci traffigono le pupille davanti alla tele, con movenze sinuose, anticipazione di masturbazioni mentali e non, che fanno sentire l'odore schifoso della situazione che l'attuale Modernità ci propone, con l'aria della "bella ggente" che tutto risolve a colpi di chiacchiere e prosopopea degna di sociologia di quint'ordine.
Pensiero reazionario e futurista
in quota ghiacciolo al limone.

Paolo Brunetto
La tele. Il conflitto di interessi. Qui la cosetta è più lunghina.
La norma che prevede che Europa 7 trasmetta nella frequenze di ReteQuattro. Assicuro che in camera non ho il poster di Emilio Fede. Nè di qualche meteorina. Solo libri accatastati in modo precisissimo per la disperazione di mia madre.
Uolter ha capito tutto e nonostante la palla al piede di 20 mesi di Prodismo catto-tecno-sinistr-mastel-ista, non ha sfiorato l'argomento neanche di sguincio. Ottimo. Peccato che nella coalizione, in complemento, DiPietro da Montenero di Bisaccia, Furio Colombo da New York e FIAT e Pancho Pardi e i suoi sassi, rovinino la festa al partito liquido.
Sono Stonato ma mica scemo, però.
Sua Emittenza ha un conflitto di interessi grande come gli starnuti che ho in questi giorni -causa allergia ai pollini che lo scirocco in loco, fa giungere al mio sacrosanto nasino, oramai rosso e senza controllo alcuno- e che fa e farà parte di tutte le società liberali e di mercato che ci sono a questo cacchio di mondo.
Oramai è un argomento a latere, non rende e quindi non c'è più nell'agenda del PD. O meglio, l'argomento c'è e la contestazione pure. Ma non fa cassa.
L' "Homo Videns" rientra solo per far felici i sociologi che non demordo sulla ristrutturazione delle coscienze, dei cuori e delle menti offuscate e annebiate dal Grande Prosciuttone.
Stuoli di chierici del nuovo sanfedismo modello "minestra riscaldata alla Guido Rossi" hanno perso il posto per poter mettere sull'avviso il povero Uomo del 2008 che "non capiva, non sapeva, non leggeva".
(Fuori sacco, aggiungo: Massimo Giannini su "la Repubblica" ha perso la testa qualche giorno fa contro il neo-ministro alla Giustizia Terrena, Angelino Alfano. Perchè è più giovane di lui e ha già fatto carriera. Quando Luca Telese lo supererà in curva per la direzione di un giornale, lo vedremo rasato a zero e senza più pizzetto. Povere fans. Organizzerò una Veglia alla Ferrara.)
Il baraccone di Mediaset, con i suoi nani e ballerini, cantanti e starlette, donnine e comici, pazzi e perdigiorno di tronisti, non ha più ragione di essere all'interno dello spazio del dibattito politico. Quindi Vendola sarà ospite fisso a Matrix per poter riprendere la corsa alle prossime europee.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. E ora mi è anche venuta fame. Peggio per me che non passo a salutarVi.

Pensiero finale anarco-liberale in quota panino alla cotoletta, birra, caffè, sigaretta e Cornetto. Cono.

Vince il cono 2 a 1.

LO STONATO.

7 maggio 2008

VERGOGNA E PIETA'

VERGOGNA E PIETA'

Allora.

A colazione: il Nord-Est d'Italia sembra sia il fulcro di qualche morbo capitalistico-arrivistico-accumulativistico di chiara matrice berlusconiana e sguinci leghisti in cui una innovazione che si richiama a fattori materiali e terreni rimanda in modo pesante all' Apparire molto di più dell' Essere.
A pranzo: non si è riusciti a comprendere la valenza che da tanti anni ha una importante porzione di Paese dove il PIL supera quello di stati membri dell' Unione Europea come il Portogallo. E non ci si fa carico del desiderio di emancipazione, germe e sinonimo sinistro di secessione. E nazione.
A cena: un gruppuscolo ignobile di ragazzini, come tanti altri ragazzini, senza il richiamo grottesco a superiorità economiche, ammazza a calci un ragazzo poco più grande. Qualsiasi sia il motivo, una persona ha perso la vita per strada, morto ammazzato come se molto poco avesse conto.
Il giorno dopo le dichiarazioni del Presidente Fini, i titoli dell' Unità e di Liberazione.

La banalità del male ha gli occhioni grandi di Raffaele, che le cronache raccontano di quand'era chierichetto. Esattamente come Lo Stonato quand' era bambino. Occhioni grandi. "Tarabuio" è pallido, come Lo Stonato quando a casa tornava a casa con un brutto voto. Andrea ha quello sguardo sicuro e asciutto, come Lo Stonato quando non capisce che fare bene della sua vita. Ma il destino ha già deciso per lui. Guglielmo ha il muso da duro. Perchè ci crede, perchè è forte. Perchè c'è il gruppo. Forse è anche il primo che ha paura, senza il gruppo. La banalità del male.

L' impotenza della Politica. Della regolazione dei rapporti sociali, della indecisione nel saper porre di rigidi paletti davanti alla stupidità del vivere quotidiano senza pathos e senza ethos. Della attenzione che la Società, costituità da tutte le Individualità che la compongono, non riceve più adeguatamente. Perchè tutta inghiottita dalla Modernità fatta di global, di chic, di trendy. Facendo a brandelli quelle radici, quelle tradizioni, quelle memorie che un sottile filo rosso ha portato fino ad oggi a noi, ancora piccoli e senza visione, senza apertura e sopratutto senza coraggio per i cambiamenti del mondo che inevitabilmente ci toccheranno tutti.

Oggi è andata così. Ci saranno le veglie le manifestazioni. Si parlerà di gruppuscoli nazisti, nazifascisti, del clima irrespirabile che si è venuto a creare nel paese. Della colpa che "tutti abbiamo, perchè poteva essere nostro figlio, nostro fratello, un nostro amico". Si indicheranno le curve ultras, gli ambienti sottoproletari e sottoacculturati come nido di vespe pronte a infettare la parte buona e sana del Paese. Che rincorre le ipocrisie della domenica mattina a messa senza degnarsi di un mano di aiuto o una parola di conforto verso chi è debole, o verso i venerdì, i sabato e i weekend "up to date" della bella vita, evanescente rapida come una tirata di polvere, probabilmente "meritata" (!!!) perchè "è tutta la settimana che mi faccio un culo così".

E poi, non conterà quasi più nulla.
Vergogna. Tutti e per tutti.
E pietà e pregheria per Nicola, alla cui memoria dedico questo post.
E stavolta firmandomi.

Giambattista Salis


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permalink | inviato da lostonato il 7/5/2008 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (31) | Versione per la stampa

29 marzo 2008

Il complesso delle origini.

IL COMPLESSO DELLE ORIGINI.

Ovvero: riflessioni aggiuntive, ulteriori e "oltre" al post precedente.

Difficilmente parlo della mia terra, della mia isola. E in particolar modo della mia zona, la Barbagia. Chi passa dallo Stonato sa bene dove son nato e dove praticamnete vivo da un pò. Ma quasi mai (o praticamente mai) accenno alle origini. Non ho neanche -a detta dei più- un marcato e sonante accento sardo. Quanto meno, come quello di Francesco Cossiga.

Il classico complesso delle origini, da cui è scaturita la voglia di voler andare via, appena gli assetti che riguardano più da vicino il mio vissuto quotidiano si saranno stabilizzati a dovere. E doverosamente.
Non vuol dire assolutamente che mi sia mai vergognato del fatto che sia nato e vissuto qua. Questo dubbio deve essere assolutamente scacciato.

Sapete bene che chi è amico di un sardo, lo è per tutta la vita. Attenzione: questa "amicizia" può scattare dopo pochi minuti di conversazione. Poi, non sentirsi anche per un lungo periodo, rivedersi dopo tempo e tutto sembra fermo a quando ci si è visti per l'ultima volta. Ma quando non c'è nessun collante che possa rendere stabile questo rapporto, o quando non si è trovata qualche sorta di affinità elettiva, allora può capitare che si tenda ad ignorare la persona in questione, far finta che non esista, ignorarla, fino addirittura a scacciarla.
Succede. A me? Sì, anche a me. Succede, per l'appunto.

Ebbene, appena scattato questo meccanismo che mi ha portato a consolidare rapporti che durano da anni, sorprendendomi in positivo per la qualità degli stessi, c'è la sensazione da parte mia di poter e dover ricambiare in qualche maniera "il favore".
Cioè, una volta "donata" la classica ospitalità della mia terra, c'è la donazione della persona. In questo caso io. Che sente una specie di submovimento interiore che debba in qualche modo giustificare la presenza e anche l'occasione di aver conosciuto chi viene da altre realtà.

Non apprezzando le etichette, ma per velocità, si sa che voto centrodestra. Ma l'istinto mi porta alla commistione e non alla chiusura. Alla spendita personale e non all'autarchia dell'anima. Alla curiosità intellettuale e non alla sterlizzazione dei saperi. Ad un atteggiamento di apertura morale, spirituale, intellettuale, cognitivo in tutti gli aspetti possibili. Un atteggiamneto quindi più "de sinistra", per dirla alla Ferrara. Almeno per quanto riguarda il significato dell'elenco dei secondi termini rispetto ai primi.

Ho necessariamente il bisogno, guidato da una sorta di istinto, chissà forse lo stesso dei cinghiali che sanno dove passare attraversando i boschi, di mettere da parte le mie origini per poter assimilare meglio il portato delle altre e altrui esperienze. Accantono parte del mio accento, della mia parlata, di quello che mi porto dalla nascita non solo per vedere "l'effetto che fa" sentirsi un pochino di più Cittadino del Mondo attraverso qualche racconto, ma poter mettere alla prova le mie stesse radici. Le mie stesse condizioni, convinzioni, certezze, gli stati attuali che mi portano a vivere qua ancora in una determinata maniera piuttosto in quella che vorrei (o che preconizzo).

Qua scatta il complesso delle origini. La Prova del Nove per la mia posizione, per tutta la mia vicenda personale che mi ha portato e mi porta ancora a voler sapere sempre di più. Il tutto spesso però si tramuta in un "scappare da qua". Ci sta all'interno di un percorso di maturazione diverso da persona a persona, e che non sempre è facilmente scrutabile nell'intimo di ognuno. E spesso e volentieri lo si nasconde, in maniera fin troppo gelosa e assillante, per scaramanzia, per gelosia, per un sentimento malcelato da parte di chi, piano piano e in silenzio, dopo un serie di sbagli -dovuti alla fretta, alla poca esperienza e alla presunta tranquillità- ha messo sù i mattoncini della propria costruzione.

C'è quindi la continua esigenza di mettere e mettersi alla prova. Di mettere alla prova sia la Persona, sia le sue Radici, il suo portato, il suo vissuto, la sua essenza dell'anima, che filtra e passa attraverso la lettura, la scrittura, la propensione a non volersi mai negare il piacere della conoscenza, specie di tutto ciò che è distinto e distante.
Da qui può scattare la soluzione di questo complesso delle origini.

Certo sapere subito dove e come si andrà a parare non è possibile saperlo in nessuna maniera. Il mettere in discussione una parte di sè stessi, della propria vita della propria dignità, magari anche nel Lavoro -ma questo argomento meriterà un post a parte- potrò solo servire alla propria zucca. Non tanto alle Radici in quanto tali per vedere quanto siano solide, robuste e ancorate bene. Quanto per me, nello specifico per sapere quanto le ho in me.
E quanto ne ho assorbito.

Un mettere alla prova che non deve assolutamentare negare il proprio passato, anzi negare il proprio Essere. Assolutamente no.
Proprio il contrario: partire da una posizione e vedere quanto questo punto di partenza possa essere una forza per potermi spingere fino a dove posso e come posso.

Una postilla più lunga dell'articolo a cui è legata.
Anche questo è Lo Stonato.


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27 marzo 2008

Dina Dore.

DINA DORE.
 
Qualche tempo fa, un giudice teutonico (tedesco), ha ben pensato di assolvere un imputato dall'accusa di violenza contro la una donna in quanto sardo. La sentenza, presuntivamente di grana grossa -alla faccia del loro pandettismo- diceva che "chi proviene da quella terra e da quella cultura- non può che trattare le donne in quella maniera".
L'ermellino poteva studiare, e bene, la cultura sarda, basata su un solido e robusto Matriarcato. Le donne sono sempre state, e lo sono tutt'ora, la spina dorsale della famiglie sarde. Assorbono cultura, tradizioni e memoria che poi tramandano ai figli, nonostante la Globalizzazione imperante a tutti i livelli: culturale, valoriale, economico, lavorativo, finanziario e informativo.

Qualche ora fa,
Dina Dore, donna della Barbagia, è stata tragicamente trovata morta dopo un presumibile tentativo di sequestro a Gavoi, provincia di Nuoro. Sinceramente, è il primo link che mi è balzato alla mente. Perchè il giudice in questione aveva ragione? No. Perchè la barbarie non ha fine. La tragicità dell'Uomo conosce sempre nuovi baratri che si credevano inesplorati. L'episodio di cronaca diventa specchio per conoscere e scoprire una società marcia dal suo interno, disfatta nei suoi elementi essenziali, falcidiata dalla Modernità che la costringe a vivere a ritmi non suoi. Quando si parla di Valori, bisognerebbe guardarsi bene. Dentro. E capire davvero perchè la criminalità sfonda nei rituali delle più cupe azioni. Non si tratta più di banditismo o di Anonima Sequestri.

Abbiamo perso il contatto con le persone, con le figure che creavano una Comunità, una socialità di persone basate su tanti fattori: familiari, culturali, economici, religiosi. Li abbiamo persi perchè si vuole e di pretende sempre di più, possibilmente senza fare niente. Avere, avere e ancora avere.
L'Essere non conta più nulla. La Parola non ha valore non si scontra con un altra parola. La presenza è diventata Emancipazione. La paura di Autorità si è trasformata di colpa in esigenza di Autoritarsmo, senza pensare all'Autorevolezza. Oggi siamo tutti senza Guida, senza una salda ripresa di Forza di Imperio, che possa riportare un minimo di Ordine, all'interno di tutte le strutture portanti della società: famiglia, scuola, luoghi di lavoro, associazionismo. Tutti, ammantandosi della possibilità, trasmigrata in un finto Diritto/Dovere, dicono la loro affinchè la loro parte, e di riflesso quella di tutti, possa migliorare.

No. Troppo comodo. Ci vuole una presa di atto dalle coscienze di tutti noi. Ci vuole un sussulto che scuota il ventre, oramai troppo molle, dove le Individualità si sono adagiate, accontentandosi dello status quo oppure pretendendo senza chiedere in cambio nulla. Mancano le leggi? No, manca la Società, che viene sventolata come capestro per rattoppare buchi divenuti troppo grandi per l'Assenza di un Pensiero Forte.

Che tutti aspettano dalla Politica, diventata oramai Ragioneria elettoralistica.
Non perdo il mio Pensiero e spero di avere ancora la forza di combattere per cambiarlo.
Oggi la mia terra è stata ferita. A morte. Ma non è questo il punto.
Io non credo che la potrò più difendere dalla posizione attuale fintanto che gli assetti non muteranno. Definitavamente.

Questo post è dedicato alla memoria di Dina Dore, conterranea dello Stonato.
Donna, sposa, madre. Alla famiglia Rocca, la vicinanza di tutta la Comunità.

LO STONATO.


Dina Dore  (Emmevi)


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21 marzo 2008

Trent'anni.

30

Trent'anni. Si. I miei. Oggi compio trent'anni. 30 anni.
Tre e zero, scritti vicino.
Un terzo della mia vita. Ricordi, persone, luoghi, sapori, odori. Potete immaginare benissimo quante e quali sensazioni possano ritornare alla mente in un giorno come questo.
21 marzo 1978, 21 marzo 2008. Hai detto nulla...

...e poi trenta è un bel numero.
Tondo perchè finisce con lo zero.
E poi ha un sacco di proprietà aritmetiche. Sì sì. Pensate:
-come numero cardinale si chiama Trenta
-come numero ordinale, invece, si dice Trentesimo/a

e poi mica è finita qua. No no:
-Fattorizzazione 30 = 2 × 3 × 5
-Numero romano:          XXX
-Numero binario:                11110
-Numero esadecimale                    1E
E i valori di funzioni artimetiche sono:
f(30) = 8 t(30) = 8 s(30) = 72
p(30) = 10 µ(30) = -1 M(30) = -3


È un numero composto dai seguenti divisori:
1, 2, 3, 5, 6, 10 e 15.
Poiché la somma dei relativi fattori è 42 > 30, è un numero abbondante.
E guai a chi si azzarda a dire il contrario.
È un primoriale, il prodotto dei primi tre numeri primi.
Primoriale. No, dico... pri-mo-ria-le.
È un numero sfenico.
Capirai...
È la somma dei quadrati dei primi quattro numeri interi.
30 = 12 + 22 + 32 + 42.
Sarà...
È il più grande numero per cui tutti i coprimi di valore minore di esso sono anche primi.
...ah, beh...
È il primo numero di Giuga.
Giuga jouè.
È un numero semi-perfetto poiché 30=15+5+10.
...beh: nessuno è perfetto, figuariamoci un numero.
È un numero di Harshad.
Volevo quello di Hazzard, quello di Bo e Luke.

Vi sono solo due triangoli pitagorici con area uguale al perimetro. Uno è il triangolo di lati 5-12-13 la cui area e il cui perimetro sono proprio uguali a 30. L'altro è il triangolo di misure 6-8-10 la cui area e il cui perimetro sono uguali a 24.
...e vabbè... lo copiato da Wikipedia.

Però ci sono altre cosine interessanti.
-È il numero atomico dello zinco (Zn).
-I mesi di aprile, giugno, settembre e novembre hanno tutti 30 giorni.
-Il dodecaedro e il suo duale, l'icosaedro, hanno 30 spigoli.
-Nella Smorfia il numero 30 sono le palle del tenente.
-È il numero di monete per le quali, secondo i Vangeli, Giuda tradì Gesù.

...e con queste due splendide notazioni, penso di chiudere il post qua. Anche perchè ho scritto tutta 'sta sfilza di cose per non far scendere qualche lacrimuccia. Per tanti motivi.

21 marzo 1978, 21 marzo 2008.
E ho detto tutto.

LO STONATO.


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18 febbraio 2008

GNA FAMO!


Con dedica speciale alla mia amica...


 "Yes, we can" ?




"Si può fare" ?



...macchè: GNA FAMO!


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29 gennaio 2008

Pensieri Vari...

Ringraziando la mia amica per il supporto tecnico...

Anche Lo Stonato vuole ridere. Non di nessuno, ma con tutti.
"Pensieri vari", quindi, diventerà una rubrica da spigolature.
Sapide, sottili, pungenti. E, spero, mai volgari e offensive.

Quindi sarà anche un pò la vostra rubrica.
Mille grazie per la collaborazione.
LO STONATO
ps: ovviamente, aspetto i vostri suggerimenti.
I colleghi della Facoltà, mi han dato il primo spunto...


 

I "Girotondi" promuovono due manifestazioni.
Oggi a Bologna e domani a Roma per opporsi alla mancata riforma della legge elettorale
"No a elezioni subito, ridateci il voto"
(Nanni Moretti alle prese col "porcellum"...)




Intanto, Beppe Grillo, prepara la sua Gita su Roma...


22 gennaio 2008

"What's after?"

Forgiveness

"What's after?"

Questa è una di quelle giornate in apnea.
Da elettore e militante del centrodestra dovrei essere felice che i miei avversari cadano.
Perchè negarlo?
Ma da Italiano, da cittadino della Repubblica, a cosa sto assistendo?
Che tipo di spettacolo mi trovo davanti?
Rievocazioni. Vaticinazioni. Di che tipo? Di che natura?
"Questa maggioranza non reggerà".
Anche dal centrosinistra si erano sentite spesso dichiarazioni del genere. Ok; ma poi?

"What's after?" si direbbe in altri lidi.
Perchè non lo si vuol dire anche qua?
Chi blocca il Paese?
O chi ci vogliono far credere che lo blocchi?
Cei, Banche, Confindustria. Si sente di tutto. E da tutti, ahimè.

Oppure uno stallo totale. Un fermo immagine al quale il paese è sottoposto da una quindicina di anni. Abbiamo ancora sulle spalle i pesanti bagagli della Prima Repubblica che molti credevano arenati sulla spiaggia di Hammamet; che in tunisino significa "le colombe".
Ma qui quelle della pace non sono arrivate.

La Pasqua qua non è ancora giunta. Siamo ancora alla Passione.
Ci si guarda attorno e ci cerca di scrutare chi sarà il prossimo Giuda che bacierà chi si immolerà.
Per la Nazione? O per il buon nome della coalizione?
Cosa o chi c'è dietro l'angolo? Dare ragione ai profeti di sventura? Seguire un immaginifico esercito che, come gli Angeli dell'Apocalisse armati di spade infuocate, farà piazza pulita di chi è cattivo?

O di chi non è dei nostri? I nostri? I nostri chi?

"What's after?"


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20 dicembre 2007

Grazie di cuore a tutti voi.

Ho ripreso il mio blog il pomeriggio del 31 maggio 2007.
Aveva 1.492 visite.

Ora è piena notte del 20 dicembre 2007.
Ha 11.492 visite.

Grazie di cuore a tutti voi.

LO STONATO


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17 dicembre 2007

Pensiero per gli operai della TyssenKrupp di Torino


Un’ impianto che doveva chiudere.
Un’ impianto che doveva smobilitare.

La Globalizzazione.

L’ incuria e l’insicurezza.

Il sudore.La fatica.
E ancora il sudore.

Macchinari obsoleti.
Ambienti di lavoro. Insicuri.

Un figlio che sta arrivando e
3,3 miliardi di utile.

Una ragazza che ti ama e
una crescita del 27%.

Tecnologia di avanguardia.
190 mila addetti in 70 paesi del mondo.

La preghiera in Chiesa.
La preghiera a casa.

Siamo nel 2007
e si muore per lavorare.

Occhi lontani della famiglie dei lavoratori
Come nei film di Ken Loach, forse
O come quello di Gianni Amelio

Ambienti bui per lavorare.
L’ impresa.
Torino.
Ancora sudore e ancora lacrime.

L' Impresa e la
Globalizzazione.

La Civiltà e la
Globalizzazione.

Il Mercato e la
Globalizzazione.

La Democrazia e la
Globalizzazione.


Torino, Cina.


LO STONATO




la prima vignetta è tratta da:
http://satirix.splinder.com/media/11867893

7 novembre 2007

...pensiero vario, vagamente funereo e volutamente provocatorio...

...pensiero vario, vagamente funereo e volutamente provocatorio...
 


...e se il Comunismo fosse qualcosa di troppo serio da lasciare al solo Diliberto...?



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24 ottobre 2007

INFORMAZIONE, GLOBALIZZAZIONE, MERCATO E VITA.

INFORMAZIONE, GLOBALIZZAZIONE, MERCATO E VITA.

Uno dei miei visitatori, il Ma.Le.
http://ilmale.ilcannocchiale.it/ , bellissimo il suo blog che consiglio a tutti, ha lasciato un suo commento eccezionale che si interseca a meraviglia con il tema di oggi:

Traggo da 
http://www.legnostorto.com/index.php :
"L’immagine che vedete (questa foto non c'entra, ndr)
  Image
- un neonato con al polso un braccialettino che ne indica, anziché il nome, la congenita inclinazione all’omosessualità - è stata scelta dalla Regione Toscana e dal ministero per le Pari opportunità come icona di una campagna contro le discriminazioni di carattere sessuale. Da oggi sarà affissa, in bella evidenza, sui muri delle città toscane, e riprodotta da alcuni quotidiani nazionali".

E il commento di Ma.Le. era circa l' "arrossamento" della Fontana di Trevi:
"Il gesto della fontana rossa è una provocazione che fa molto meno male di certe violenze fatte da campagne pubblicitarie sparse sui cartelloni delle città".

Giustissimo. E ne prendo spunto.
Cosa c'è dietro se non una campagna "markettistica" che tenta di far accettare il mondo Gay attraverso il Mercato?
Come l'autrice di Harry Potter che ha rivelato l'omosessualità di uno dei suoi protagonisti? Perchè le icone, il corollario del e sul mondo omosessuale, le loro virtù, i loro vizi, la loro vita deve essere posta sul piano dei Valori del Mercato e della Globalizzazione e non sul piano dei Valori della Vita, accettando tranquillamente che due persone dello stesso sesso si amino?

Perchè il modello di Globalizzazione Sovietizzata che tutto domina e sovrasta prevede questo: che le peculiarità delle persone siano inserite all'interno del circuito dello scambio Commerciale-Culturale-Informativo.
In modo che le aziende Commerciali-Culturali-Informative possano giustificare la LORO presenza attraverso la presenza di CHI vuole affermarsi all'interno della società, come appunto i Gay.

Io sono per la dialettica robusta, quindi non temo il confronto con chi la pensa diversamente da me. Il problema che pongo è quello di rispondere all' "anti-anticonformismo omologato e (quasi)statalizzato" al vero anticonformismo, che riscopra non le pulsioni etniche-antropologiche che hanno portato agli "ismi" del '900, ma ad un Proprio Pensiero Indipendente che faccia in modo di stagliarsi contro tutto ciò che è stereotipato, previsto dagli schemi.
Quegli schemi del "politicamente corretto" che rende "tutti maleducati", dallo schema che vedi uniti Silvio Veltroni e Walter Berlusconi come facce intercambiabili della stessa medaglia. Contro quella omologazione "di Stato" che fa dire "è tutto un magna-magna generale..."

Abbattere l'internazionalismo e il nazionalismo delle Mode, delle Culture, dell'Informazione, dei Saperi.
Perchè altrimenti tutto si tramuta in Nichilismo: il nuovo "ismo" del terzo millenio, che tutto abbatte, tutto ingoia e divora, tutto fagocita e rimette sull' "agorà" mondializzata. Rimane solo la Forma Vuota delle Cose. Di TUTTE le cose: dai sentimenti al diritto.
Rimangono solo i Contenitori e non i Contenuti: e Noi dobbiamo essere solo riconoscibili attraverso la diversa dimensione, il diverso colore della confezione che ci tiene dentro.

No.Non sono d'accordo e non mi va bene. Purtroppo per ora non ho la soluzione. Il dibattito è aperto e accetto TUTTI i suggerimenti per aiutarCI.

a presto, Lo Stonato

23 ottobre 2007

FONTE DI INFORMAZIONE...

FONTE DI INFORMAZIONE...



So veramente poco sul Futurismo, quindi eviterò commenti e riferimenti artistici sull' "arrosamento" della Fontana di Trevi.
Ma chissà quanti ragazzi saranno andati ad aprire un libro, una enciclopedia (le fanno ancora? io conservo la mitica "Conoscere" della Fabbri, voi?)o meglio ancora Internet per sapere cosa è/era il futurismo.
Da qua mi chiedo quanto sia fruibile l'informazione oggi: possiamo essere attori, autori, spettatori allo stesso tempo e quindi protagonisti di ciò che ci circonda.

In Birmania abbiamo visto cos'è un regime anche senza avere pozzi di petrolio e relativa distribuzione.
Dall'Albania scappavano perchè vedevano le nostre TV e si ritrovavano in un paese governato da De Mita.
De Magistris giovedì sarà da Santoro.

Tutti possiamo sfuggire ad una sorta di globalizzazione modello "Pensiero Unico", in questo caso dell'informazione.
E cioè qualcosa che sfugga dal "tanto peggio, tanto meglio".
Noto una piccola somiglianza con gli anni '70: dal Vaffa-Day a Cecchini, passando per le primarie, la manifestazione di AN e della "cosa rossa", un bisogno di partecipazione.
Un bisogno enorme di partecipazione.

Attenzione; non solo di "massa", che parte dalla Società: ma anche singolo, individuale, personale: la mia/nostra voce si deve sentire.
Siti internet, blog, forum: tutta l'informazione deve e può essere fruibile e adoperabile da tutti. Cecchini o chi altri, c'è riuscito.

La sua "voce" si è sentita. Tutti ci siamo girati a capire chi era che stava lanciando quell'urlo; o chi cantava così soavemente; o chi gracchiava qualcosa: insomma: abbiamo capito che lui c'era.e ora c'è.
Può dire la sua.In modo visibile e riconoscibile, lo si può vedere dai filmati, ha lasciato la sua firma con il color rosso vermiglio, ha provocato, ha stupito, ha indignato, ha fatto discutere, ha fatto riflettere, ha creato trambsusto, rievocazioni, sussulti.

Lui c'è riuscito. Beato lui.
Forse anche questo è il "Nuovo Spazio Politico" di cui c'è bisogno.
Forse anche di questo si dovrebbe parlare nel "Forum Permanente delle Idee" , le due cosettine che ho in mente.

Se diventerò tutto rosso anchio dallo sforzo, vuol dire che ci son riuscito.
Se resto vivo, vi avviso.

(per i "globalizzati" dell'informazione e i "veltrusconianizzati" in genere: il "Beato lui" scritto qua sopra è provocatorio e non ne giustifica il gesto, in quanto all'attenzione delle autorità)

23 settembre 2007

...pensiero vario etnico-linguistico...

...pensiero vario
etnico-linguistico...

Mi rivolgo in particolare ai blogger romani e genovesi:
    Ma il "Vaffanculo" di Grillo, perchè detto in genovese, suscita meno scandalo     e più riflessione di un "Vaffanculo" in vernacolo romanesco che sarebbe più     pesante ma più "de core"?


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15 agosto 2007

...il (bene)Amato ministro...

...il (bene)Amato ministro...

Qualche tempo fa, l'attuale ministro degli Interni, Giuliano Amato, aveva accostato una certa Sicilia ad un certo modo di fare islamico circa il "saperci fare con le donne"...
Avevo seguito, postumo, l'intervento di quella conferenza su Radio Radicale e, nell' ordito del suo discorso, come fa e sa fare una persona della sua levatura culturale, la gaffe c'era eccome, ma le agenzie di stampa ne avevano riportato in maniera truculenta solo la parte che avrebbe, come poi è successo, creato la risposta immediata dei Trinacrini colleghi del politico toscano.

Oggi no. Oggi il ministro ha toppato clamorosamente.
Ecchisenefrega se domani "la Repubblica" e "l'Unità" non lo metteranno nei propri corsivi e/o negli occhielli: lei l'ha detto, sig.Ministro.

Riferendosi ad uno dei prodotti di esportazione del nostro Paese che a Duisburg, nel nord-ovest tedesco, "succursale" italiana ricca di miniere e imprese collegate all' attività estrattiva, oggi ha trovato una delle sue esposizioni migliori ( 6 morti, 70 bossoli ritrovati, 6 colpi di grazia alla nuca, una strage di stampo mafioso-calabrese ), il nostro ministro ha pensato bene di dire che ora bisogna darsi da fare perchè non ci siano altri tipi di avvnimenti del genere, di tipo vendicativo-ritorsivo.....

...giù. Portando il pollice della mano destra dietro la spalla, facendo intendere un luogo (la Calabria) che, se nostro Signore dimenticasse, avrebbe qualche pensiero in meno.
Tutto ciò al Tg1 delle 13.30

E se l'avesse fatto un ministro di Forza Italia quel tipo di gesto?
E se l' avesse fatto un vice ministro di AN quel tipo di gesto?
E se l' avesse fatto un sottosegretario dell' UDC quel tipo di gesto?

Abbiate pazienza... ma mi ha fatto male e ve lo volevo dire.


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14 agosto 2007

Pensiero Sparso perchè non ben utilizzato...

Pensiero Sparso perchè non ben utilizzato...

In mancanza di avvistamenti del mostro di Loch Ness, oggi ho pescato l'unica cosa che valesse la pena di essere degnata di nota. E si volesse, anche di essere sentita perchè l'audio di Radio Radicale è davvero gustoso e succulento...
che, ahimè, mentre "posto", dal sito della radio del direttore Bordin, danno momentaneamente non reperibile...



METTI SU UN PALCO, INSIEME, MUGHINI E FARINA, CONTRO TUTTO E TUTTI – SU POMPA &POLLARI: "HO CONTRIBUITO ALLA LIBERAZIONE DELLA SGRENA E DI ALTRE 16 PERSONE, TRA CUI I REPORTER FRANCESI - SONO I SOLDI CHE HO GUADAGNATO PIÙ ONESTAMENTE IN VITA MIA"…

Due fiumi in piena. Contro tutto e tutti. Giampiero Mughini e Renato Farina ne hanno dette di tutti i colori dal palco di Cortina InConTra. I due defenestrati dagli Ordini dei Giornalisti di Roma e Milano hanno approfittato del parterre offertogli dai Cisnetto's per togliersi non dei sassolini, ma perlomeno un paio di montagne dalle loro capienti scarpe.

Farina, per tutto l'incontro, alterna attacchi rabbiosi a gustosi retroscena (?) sui molti ruoli (???) che ha ricoperto in occasione dei rapimenti di giornalisti in Iraq. "Ho contribuito alla liberazione della Sgrena e di altre 16 persone, tra cui i reporter francesi. Ho creato un ponte, sono stato un perno tra i servizi segreti e i rapitori", svela, mentre Moncalvo lo guarda allibito. Ma quando gli chiede i particolari, l'ex agente Betulla nicchia: "sono informazioni che non posso rivelare, dice pomposo, anche perché "loro non lo devono sapere, che sono stati aiutati da me" proclama dal palco.

Già che c'è, Farina racconta un altro rumor: "Ho visto la videocassetta di Quattrocchi nella quale lui dice 'Vi faccio vedere come muore un italiano'. L'ho fatto per fare un favore ad alcuni direttori di giornali di sinistra, che mi avevano chiesto di verificare se Quattrocchi dicesse veramente "italiano" oppure "fascista", come aveva riferito loro qualcuno, e che poi la parola fosse stata cambiata dal Sismi e da Al Jazeera per non far nascere polemiche politiche".

Mughini, se possibile, è ancora più esplosivo. Prima racconta a modo suo, come se fosse un processo staliniano, l'audizione che ha portato alle sanzioni dell'Ordine di Roma. Poi non risparmia una serie di frecciate polemiche a Bruno Tucci, presidente dell'Ordine, e ai suoi colleghi di Panorama e del Foglio che non gli hanno telefonato dopo la cancellazione dall'Albo, chiamandoli, con un francesismo (dice lui), "miserabili figli di puttana".

E poi, non si sa come, il discorso finisce sull'appello firmato da alcuni intellettuali contro il commissario Calabresi per la morte di Pinelli, e, a sorpresa, dalla platea si alza Carlo Ripa di Meana - uno dei firmatari - e chiede perdono per quell'atto: subito il pubblico ampezzano sottolinea il gesto con un lungo applauso. E Mughini ricorda le polemiche con Gad Lerner e Sofri junior per le sue dichiarazioni su Lotta Continua e l'omicidio Calabresi.

Ma il clou della serata è quando Gigi Moncalvo - molto severo nel difendere le ragioni degli Ordini all'inizio dell'incontro - chiede conto a Farina del denaro ricevuto dal Sismi e da Pollari tramite l'ormai mitico Pio Pompa. "Sono i soldi che ho guadagnato più onestamente in vita mia", dice l'ex vicedirettore di Libero. Per carità, non vogliamo sapere come ha guadagnato gli altri...

Dagospia 14 Agosto 2007


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11 agosto 2007

...pensiero sparso...

...pensiero sparso...

Pensiero sparso circa la (im)moralità di certe persone sedute in Parlamento:
ci vuole un Gentilini per fare un Caruso;
e ci vogliono 100 Cosimo Mele per fare un Caruso e un Gentilini.

Se i conti son sbagliati chiedere a Visco. O a Valentino Rossi.

Lo Stonato.


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9 agosto 2007

...pensiero sparso... a 250 km/h...

 http://www.fanclubvalentinorossi.com/fotos/grandes/2.jpg
...non correre...


...pensa a me...

VISCO Vincenzo


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30 luglio 2007

...pensiero (im)morale sparso...

...pensiero (im)morale sparso...
 MELE  Cosimo

...che sia davvero questa la moralità?
Che chi va a farsi la "seratina" in compagnia di belle signorine di cui "non si conoscono le prestazioni", sia, o è, diverso da chi invece telefona ai compagn(ric)ucci per raccontare qualcosa di cui le prestazioni si conoscono eccome?
Il deputato Mele si è fatto gli affaracci suoi per una notte. E va bene. O va male, fate voi.
Il deputato Mele si dimetterà dall' UDC. E va bene. O va male, fate voi.

Si è dimesso da deputato?  Le spese affrontate per questa "seratina" andranno alla voce "costi dell' antipolitica"? E' ancora valido il test che vuol fare Casini per controllare i parlamentari italiani che assumono droga?

No. Non voglio condannare o biasimare le persone per gli errori che commettono.
Ma pretendere che ne paghino la sconto, specie se riescono a confessarli.

E detto da chi votava,vota e voterà centrodestra è una bella confessione.
Spero che anche a noi, poveri, piccoli e illusi elettori, militanti e che provano a immaginare qualcosa di diverso, tipo una coalizione Popolare,Nazionale e Liberale, ci sia fatta un pò di chiarezza su chi mandiamo avanti.
Spero che i colleghi di Mele, trasversalmente, alla solita bella maniera dell' Italietta, non lo condannino o lo assolvano a seconda di come si svegliano la mattina.
E a seconda di chi si ritrovano accanto per una notte preceduta da una "seratina".

Andata male. O bene, fate voi; a seconda di chi porterà la gogna (mediatica) per primo.


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21 luglio 2007

...pensiero sparso...

...pensiero sparso...


Qualche giorno fa, il TG1 di Gianni Riotta, ha dato la notizia di giovani ragazzi italiani che, terminata la scuola, svolgevano piccoli lavori part-time per pagarsi le vacanze. Vi assicuro che anche durante il periodo universitario, come molti blogghisti sanno, il "lavoro part-time" non dico che corrisponda al tanto agognato pezzo di carta, ma serve: a non rompere le scatole a casa, a imparare che il nonnismo in certi luoghi di lavoro corrisponde a quello delle caserme di leva e a fare esperienza.

Bene. Durante il servizio veniva aggiunto con tono zuccheroso la responsabilità raggiunta da giovani lavoratori e anche dai datori di procedere a regolare assunzione con contratto di lavoro (a tempo determinatissimo, immagino) perchè anche la regolarizzazione di un primo e saltuario rapporto di lavoro, è esperienza.

Bene. In periodo di assenteismi, di riforma delle pensioni, di presunti superamenti/abolizioni della legge n.30 sul lavoro, sapere che il veltronismo ha toccato il sancta sanctorum del TG1, beh... è meraviglioso come il futuro! direbbe il Uolter (Walter nella italica pronuncia) nazionale.
Questo intendo per veltronismo: nutella per tutti. Anzi, più nutella per tutti.
Se, disgraziatamente, un qualsiasi altro TG1 avesse dato questa notizia, d'estate, possibilmente quella precedente all' approvazione della legge c.d.Biagi, non so cosa, come e quanto avrebbe fermato una CGIL da una ipotetica manifestazione di protesta estiva; invece nulla.

Anzi no. Nutella per tutti.


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novembre