Blog: http://lostonato.ilcannocchiale.it

Mar Nero, è disastro ambientale tratto da "Panorama.it" Costanza Alvaro Martedì 13 Novembre 2007

Mar Nero, è disastro ambientale
tratto da "Panorama.it"


Costanza Alvaro
Martedì 13 Novembre 2007



Il mare d’Azov è malato da tempo e rischia di diventare come il Mar Morto: è l’allarme lanciato in Russia da alcuni ambientalisti all’indomani della tempesta che nel Mar Nero, collegato al Mar d’Azov dallo stretto di Kerch, ha affondato cinque navi, tra cui una petroliera che ha perso oltre 1000 tonnellate di nafta, ed altre tre imbarcazioni con un carico complessivo di circa sei mila tonnellate di zolfo. Nella furia della bufera sono finite in acqua tra le 1300 e le 2mila tonnellate di gasolio dalla petroliera russa Volganeft 139, che si è spezzata in due, migliaia di tonnellate di zolfo trasportate dai mercantili russi Nakhitchev, Volgonorsk e Kovel, schiantatisi l’uno contro l’altro, e ancora tonnellate di materiali ferrosi. Pesante il primo bilancio della sciagura: tre morti, una ventina di dispersi, oltre 30 mila uccelli già morti ed altrettanti contaminati. Con la minaccia di una vera e propria catastrofe ambientale tra il mar d’Azov e il Mar Nero.
Si è iniziato a raccogliere il petrolio versato, ma il forte vento e la tempesta persistenti rendono difficile ogni intervento. Per le autorità russe l’entità del
disastro non è ancora stata quantificata con esattezza, ma la costa russa sarebbe stata invasa dal petrolio già per 12 chilometri. Sarebbero almeno 30mila gli uccelli morti. Questo è quanto riferisce il Wwf, il cui responsabile russo per il Programma petrolio e gas Alexey Knizhnikov spiega: “L’incidente è una conseguenza naturale quando navi costruite per i fiumi vengono fatte navigare in mare. Le navi da mare, infatti, non possono entrare nei fiumi Don e Volga a causa della scarsa portata d’acqua, e nello stretto di Kerch trasferiscono i loro carichi su navi da fiume. Queste ultime, però, non sono in grado di sostenere la forza delle tempeste marine”. E Oleg Tsaruk, responsabile del WWF Russia/Caucaso, aggiunge che “per minimizzare le conseguenze della fuoriuscita di petrolio nel mare è importante istituire un comitato permanente Russa-Ucraina che coordini i servizi d’emergenza dei due paesi, non solo per ripulire le dispersioni di petrolio, ma soprattutto per prevenire potenziali incidenti. Tutti erano stati avvertiti del sopraggiungere di una tempesta entro l’11 novembre, ma nessuno ha dato l’ordine di portare in posti sicuri le navi con carichi velenosi.”

Disastri ecologici a San Francisco e nel Mar Nero: GUARDA LA GALLERY

GUARDA IL VIDEO SERVIZIO


Pubblicato il 13/11/2007 alle 18.17 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web